L'uccello blu

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O

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Maurice Tourneur
ERM491

L'uccello blu

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Con Tula Belle

USA 1918

"L'uccello blu" è la seconda delle trasposizioni cinematografiche dell'opera teatrale "L'uccellino azzurro" (1908) del belga Maeterlinck, ed è stata adattata allo schermo da Charles Maigne - sceneggiatore piuttosto abile - e diretta dal grande Maurice Tourneur, regista dalla carriera trentennale. I protagonisti sono due bambini, Tytyl e Mytyl, fratello e sorella; loro vicina di casa è la signora Berlingot, con una figlia gravemente malata. Una notte si presenta nella loro stanza la fata Berylune, dalle orride sembianze, che li sprona a cercare il fantomatico "Uccello Blu", l'unico modo per guarire la figlia della vicina. Per far sì che i due piccoli possano vedere la vera natura delle cose oltre le apparenze, Berylune dona a Tytyl un cappello magico. Ed ecco che tutto cambia: la fata diventa bellissima ed ogni cosa mostra la sua essenza, dall'acqua al cane, dal fuoco al gatto, dalla luce allo zucchero. Tutto è animato. Ma non c'è tempo per stupirsi: si forma così un gruppo pronto a partire per un viaggio fantastico alla ricerca del mitico Uccello, durante il quale i protagonisti incontreranno la Signora Notte, i Lussi, i bambini non ancora nati e il Tempo. Un film che rasenta la fantascienza nella sua declinazione più metafisica, pur rimanendo in sostanza una fiaba. Le anime degli oggetti in alcuni casi sono affascinanti nelle loro manifestazioni, ma la loro comparsa pone dubbi 'esistenziali'; allo stesso modo li pone vedere, grazie al cappello, i morti che vivono e i bimbi non ancora venuti al mondo. Costretti da limiti di spazio, lasciamoci con la stupenda battuta di uno di questi che, da sotto un velo, dice a Tytyl: 'Io nascerò tra 12 anni'.

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